L’occhio di Bill: “Bird Box” di Susanne Bier

L’occhio di Bill: “Bird Box” di Susanne Bier

CINEMA AL FEMMINILE: Bird Box di Susanne Bier ⁠ (USA 2018, Thriller, 127’)⁠

In questi anni è di moda il distopico: quasi un sigillo di garanzia (di guadagni), tanto che parecchi autori cercano di farci rientrare il loro prodotto. Anche la danese Susanne Beir (con un piede in patria e uno all’estero) si cimenta in questa impresa, in un prodotto commissionato da Netflix per il piccolo schermo, con tanto budget e poche idee.⁠

Alla base c’è il romanzo “La morte avrà i tuoi occhi” di Josh Malerman, la cui protagonista, Malorie Hayes, incinta dell’ex fidanzato, si trova nel bel mezzo dell’Apocalisse: quasi tutti gli abitanti della Terra si suicidano dopo aver visto… qualcosa. Lo spettatore non saprà mai di cosa si tratti. Questo il meccanismo narrativo su cui si regge il film, nel quale si salvano solo due categorie di persone: quelle che non guardano e quelle che vogliono guardare, cioè i folli, i malvagi, gli assassini. ⁠

All’attivo: una riflessione sull’isterismo millenarista imperante, da più di 50 anni (ma forse anche un secolo) nella società statunitense e incarnato in certi figli degeneri del puritanesimo protestante; una protagonista più matura a livello anagrafico (Sandra Bullock con i suoi 56 anni di età) e più femminile del solito, che si contrappone a tutte le teen-stars stoiche e mascoline protagoniste dei distopici degli ultimi anni (in testa la Katniss Everdeen di Hunger Games); un cast corale, dove spiccano un John Malkovich d’annata e una breve ma intensa Sarah Paulson (diva indiscussa e istrionica del piccolo schermo) nel ruolo della sorella della protagonista. ⁠

Imperdibile per gli affezionati della Bullock. 

Da guardare, a scelta, mangiando una piazza o del cinese da asporto, e bevendo una bibita o una birra bionda. ⁠


L’Occhio di Bill è una rubrica di recensione cinematografica tenuta da Samuele Mortaresi, appassionato e studioso di cinema, socio di Mamado Aps.